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Ospedale Miulli

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Nell'area Sic "Bosco di Mesola" insiste anche il nuovo Ospedale Miulli, polo sanitario d'eccellenza a livello inter-regionale, struttura moderna e all'avanguardia con una lunga storia alle spalle. Fin dal 1158, infatti, esisteva ad Acquaviva un “Ospedale dei soldati” aperto anche alla popolazione civile.  Nel 1546 è citato anche un "ospedale dei pellegrini e dei poveri del paese" fondato dal Canonico Molignani. Ma la trasformazione nell'attuale importante struttura sanitaria viene fatta risalire al 1712, grazie al lascito dell’avvocato Francesco Miulli, che scrisse: « “... Istituisco mio erede universale, e particolare l'o Spedale di Acquaviva, seu li poveri infermi di Acquaviva sopra tutti li miei beni stabili, mobili, semoventi, Capitali, e loro annue entrate, nomi di debitori, e così universalmente, e particolarmente sopra ogni, e qualsivoglia cosa a mia morte si troverà nella mia eredità e voglio che impreteribilmente dal mio erede s'abbiano da osservare le seguenti mie disposizioni…” »
Il Testamento si compone di 23 disposizioni o articoli ed è un testo di grande umanità, avanzato e anticipatore della sanità moderna: considera l’ospedale come luogo di terapia, e non solo di assistenza, è aperto a uomini e donne, da curarei non a domicilio, nei loro tuguri, ma nelle sue signorili  ‘case palazziate…con quelle comodità per un tal luogo utili e necessarie…si compri quanto necessario per mantenimento  e cura de’ poveri infermi… l’utensilio voglio che sia  ben comodo…che vi siano buoni e puliti  letti, vasi similmente puliti e delicati e così per il resto…li poveri infermi siano ben serviti e soddisfatti…ben pasteggiati… con carità ed affetto fraterno’..".
Tale donazione viene arricchito in seguito dalle volontà testamentarie di Giovanni Plantamura nel 1896 e di Monsignor  Tommaso Cirielli nel 1899. Fu riconosciuto come "ospedale civile" nel 1896 con Decreto Reale di Umberto I.
La cura delle malattie sociali hanno sempre ricevuto nel “Miulli” particolare attenzione. Si ricordano le storiche prestazioni durante le epidemie scoppiate in varie epoche nella zona; l’opera svolta durante la grande guerra 1915-18 a favore dei civili e dei militari; l’istituzione nel 1924 di un reparto per tubercolosi, epoca in cui non esistevano ancora i consorzi antitubercolari; ed infine l’assistenza e la cura offerta agli ammalati affetti dal morbo di Hansen (lebbrosi) dal 1927 a tutt’oggi.
Nel 1938, l’Ospedale “Miulli” fu ampliato nell’ala ovest e nel 1961, per il pressante aumento del numero delle degenze, si prolungò l’ala est con l’installazione del reparto pediatrico. Nel 1965 veniva portata a termine la costruzione del centro Traumatologico-Ortopedico in contrada Collone. Dal 1974 in poi,  in Acquaviva veniva istituito il C.O.I. (Centro di Odontoiatria Infantile) orientato secondo l’indirizzo legislativo mondiale verso la profilassi oltre che sulla cura della carie dentale, e la costruzione dell’ala sud-est che ha arricchito il corpo centrale di nuove e moderne divisioni e servizi.

Fino al 1987 l'ospedale generale regionale "Francesco Miulli" è stato gestito dall'Operia pia Ospedale "Miulli". Attualmente l'ospedale è gestito dall'Ente ecclesiastico Ospedale "F. Miulli". A capo dell'Ente ecclesiastico c'è un governatorato il cui unico componente è il governatore, attualmente S.E. monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti.

Il 30 settembre 2006 è stata inaugurata ufficialmente la nuova struttura dell'ospedale "Francesco Miulli". Quaranta i mesi per la sua realizzazione, più di 170 tecnici tra ingegneri, geometri, architetti. 90.000 m² di superficie complessiva di cui 16.000 coperti. Più di 600 operai impiegati per costruire questa enorme struttura che complessivamente consta di 705 posti letto.

Dal 2009, grazie a un accordo con l'Università di Bari, ospita un corso di Laurea in Scienze Infermieristiche.

L'ospedale Miulli è accreditato come presidio regionale per la cura delle malattie rare, come la sindrome di Klinefelter, la sindrome di Behçet, e la celiachia e  sperimenta nuove tecnologie d'avanguardia nel campo della chirurgia mini-invasiva, con l'ausilio di un sistema robotico a quattro bracci.

 

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